Lasagne al Ragù di Zucca con Besciamella di mandorle e Emmentaler DOP

Il pranzo della domenica è quasi un rito sacro un pò per tutti…ci sono le famiglie che, dopo una settimana di corsa, si siedono tutti insieme e si danno del tempo per raccontarsi le novità, le coppie ne approfittano per prendere un respiro di sollievo e anche chi è da solo rallenta per dedicarsi un pò a se stesso e ai suoi interessi.
Il relax è un pò il filo conduttore di tutti ma lo è anche il cibo!
Sulle tavole la domenica a pranzo infatti non manca mai un buon arrosto, un piatto di pasta diverso dai soliti spaghetti al pomodori cucinati di corsa in settimana oppure, quando proprio si vuole esagerare, un bel piatto di lasagne!

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Ingredienti (per il ragù di zucca):
– 800 gr di polpa di zucca bella arancione
– 200 gr di soia (io ho usato la soia granulare che potete trovare ormai dal natura sì tranquillamente ma può essere omessa tranquillamente)
– 3 cucchiai d’olio evo
– 2 cipolle dorate piccole
– 1 spicchio di aglio
– un trito di nepitella, salvia, rosmarino freschi
– 1/2 bicchiere di vino bianco
– 2 cucchiai di passato di pomodoro molto concentrato
– peperoncino una punta
– sale e pepe a piacere

Ingredienti (per la besciamella di mandorle e Emmentaler DOP)
– 1 litro di latte fresco (anche di soia)
– 2 cucchiai di panna vegetale
– 100 gr di mandorle pelate e tostate in una padella a fiamma viva
– 200 gr di Emmentaler DOP
– una noce di burro
– 3 cucchiai colmi di farina 0 bio
– una spolverata di noce moscata
– un pizzico di pepe bianco
– sale a piacere

Ingredienti (per guarnire):
– mandorle a lamelle
Emmentaler DOP

Naturalmente servirà anche una confezione di pasta fresca per lasagne, ma potete usare tranquillamente quella secca o ancora meglio farle voi a mano (io non avendo il tirapasta non posso dilettarmici…)

In una padella fare dorare le cipolle e l’aglio tagliati finementi. Sfumare con del vino bianco quindi aggiungere la zucca a cubetti e la soia. Tenere il fuoco basso per una cottura più lunga ma che lasci far ben insaporire gli ingredienti. A metà cottura aggiungere il pomodoro e gli aromi ben tritati (eventualmente anche un pizzico di peperoncino). Salare e pepare a piacere quindi terminare la cottura aggiungendo se necessario un bicchiere d’acqua di tanto in tanto. Non deve risultare nè troppo asciutto nè troppo liquido.

Con un mixer tritare le mandorle con un filo d’olio fino a ottenere quasi una pasta di mandorle. Aggiungere la panna vegetale e continuare a tritare.
Intanto in una casseruola scaldare il burro e unire la farina. Aggiungere molto lentamente 500 ml di latte evitando di formare grumi.
Salare e pepare a piacere quindi unire la pasta di mandorle e panna e completare con gli altri 500 ml di latte.
Insaporire con la noce moscata e il pepe bianco quindi far sciogliere l’Emmentaler DOP precedentemente tagliato a cubetti molto piccoli.

Montare la lasagna come segue:
in una teglia mettere un velo di besciamella sul fondo e iniziare con il primo strato composto (dal basso verso l’alto) da pasta fresca per lasagne, ragù di zucca e soia, besciamella, mandorle a lamelle, Emmentaler DOP a scaglie.
Procedere a piacere a strati fino a che non avremo riempito la teglia, io ho fatto cinque strati ma la regola sarebbe di farne 4.
Infornare in forno statico a 180°C per circa 25 minuti.

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Mangiate il giorno dopo sono ancora più buone. La zucca è un frutto stagionale che si sposa benissimo con le mandorle, abbinamento qui rivisitato in chiave salata. Nella besciamella il sapore dolce delle mandorle è ben mitigato da gusto dell’Emmentaler DOP cosicchè la lasagna nell’insieme è un’esplosione di gusto in cui, come i suoi strati, prima arriva il dolce sapore della zucca mitigato immediatamente dal peperoncino e dal gusto deciso dell’Emmentaler DOP per lasciare spazio, solo alla fine del boccone al morbido sapore delle mandorle.

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L’Emmentaler DOP è d’obbligo in questa ricetta in cui, senza, i gusti non uscirebbero allo stesso modo.
Il celebre formaggio deve il proprio nome alla valle in cui scorre l’Emme, un fiume del Cantone di Berna, dove la produzione di formaggio era attestata già nel XIII secolo.
L’Emmentaler DOP viene oggi prodotto in circa 200 latterie di paese con latte fresco e non trattato di mucche alimentate esclusivamente a erba e fieno. Per un chilo di formaggio occorrono circa 12 litri di latte.
È vietata l’aggiunta di altri ingredienti o l’utilizzo di sostanze geneticamente modificate.
Segni particolari: i BUCHI
Infatti la sua caratteristica più tipica è certamente questa: i buchi vanno dalle dimensioni di una ciliegia a quelle di una noce e si formano durante il processo di stagionatura. Sono il suo segno particolare che lo distingue da tutti gli altri formaggi, compreso il Gruyere con cui di solito è facilemente confuso!
La tradizione e l’eccellente qualità fanno dell’Emmentaler DOP l’indiscusso «re dei formaggi» nel mondo intero. Si può acquistare a stadi di stagionatura diversi, in base alle preferenze e alle esigenze: «Classic» dal gusto dolce che ricorda la noce (stagionato almeno 4 mesi), «Reserve» con forti sentori speziati (stagionato almeno 8 mesi), «Grotta» dal gusto pieno e vigoroso (stagionato almeno 12 mesi in grotta).
L’Emmentaler DOP si gusta di solito freddo, a pezzetti o a fette, ma si presta anche per la cucina calda.

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Vi lascio con questa ricetta del cuore, perchè, diversamente dai tipici piatti che cucino, ho dato meno spazio al light e alla linea per dare più spazio alle coccole e perchè in fondo quando la domenica, dopo una settimana di corsa ci rilassiamo, quello di cui abbiamo bisogno sono tante coccole…anche per il nostro palato!

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Con questa ricetta partecipo al contest #noiCHEESEamo! di Teresa

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