Sembrano i Grancereale…ma sono più sani e pure vegan!

Cronaca della giornata di tirocinio di una studentessa di Medicina testona:

ore 7:00: sveglia tutta arruffata e con il collo indolenzito per aver dormito sul suo nuovo cuscino, il libro di Medicina Interna.

ore 7:30: colazione/trangugio di tutto quello che uno stomaco può contenere, consapevole che non è determinabile l’ora in cui esso rivedrà nuovamente cibo.

ore 8:00: reparto. Inizia un turbine di cose da fare, dalla più banale misurazione della pressione alla sudatissima emogas, il tutto passando per interminabili giri visite e momenti in cui predominano la mancanza di considerazione o addirittura gli sbuffi degli infermieri di turno per il fatto che “non sei del giro!”.

ore 15:00: discussione con il primario dei casi visti. Se sarai così fortunata da trovare il primario per le 15 avrai la possibilità di tornare a casa a un ora decente…diversamente o meglio, più frequentemente, ti trovi a vagare tra reparti di cui nemmeno conoscevi l’esistenza e ti perdi nei corridoi labirintici dell’ospedale fino a che vedi un miraggio…no! E’ il primario! lo trovi e inizi a fare il suo gufo sulla spalla, la sua ombra, la sua spada di Damocle, fino a che non cede e, trascinandosi a fatica nel suo studio trascorrerà un ora buona  a parlare di ECG e storie cliniche.

ore 17:00: rientro alla base. Impossibile non avere una bolletta da pagare, una commissione da fare, gli appunti da sistemare e nei giorni in cui davvero potresti rischiare di riposarti sul divano piuttosto ti ritrovi a dover cercare e cambiare la lampadina fulminata in camera.

ore 19:00: palestra. una giornata così devastante non può non essere completata da un pò di sana palestra così da distruggersi completamente. Lo stomaco non ha ancora visto cibo, forse non sa più nemmeno cosa sia e viene illuso saltuariamente con qualche carota cruda o qualche gambo di sedano.

ore 21:00: rientro a casa, finalmente. Trascinarsi fino a casa dove ad attenderti ci sono 4 piani di scale è l’ultima tortura della giornata, nonostante tutto la studentessa di medicina può, in alcuni casi, trovare ancora le forze per un aperitivo o perchè no, un cinema in compagnia. Mangia ciò che di commestibile e rapido trova in frigorifero o in dispensa e fa il punto della situazione davanti ad almeno 3/4 dispositivi elettronici diversi, solo così potrà avere tutto sotto controllo.

ore 00:00: cazzeggio. E’ giunta l’ora del meritato riposo, ma il sonno, come la fame, sono ormai parole inconsuete e ti ritrovi a guardare l’ennesima puntata di Grey’s Anatomy (non sia mai che la giornata in reparto non sia stata sufficiente!!).

ore 02:00: cala la palpebra. Finalmente gli occhi si chiudono e la giornata volge a termine. Le 4/5 ore di sonno che attendono la studentessa di medicina sono sicuramente meritate!

In tutto questo tram-tram quotidiano trovo ogni tanto il tempo di impastare e pasticciare, magari rinuncio alla palestra o resto con la lampadina fulminata ma a dolci biscotti non posso certo rinunciare per troppo tempo!

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Ingredienti (per circa 20 biscotti):

– 50 gr di fiocchi di cereali (ho usato cereali misti, di Naturasi)

– 30 gr di crusca di farro bio

– 50 gr farina integrale di farro bio

– 100 gr di farina di soia (la mia homemade)

– 50 gr di farina di orzo bio

– purea di una mela (io ho usato la mousse di mela AD Chini)

– 30 gr di nocciole tostate bio

– 30 gr di uvetta

– 20 gr di mirtilli secchi

– 20 gr di bacche di goji

– 30 gr di olio di riso

– 50 ml di succo di mela

– essenza di vaniglia

– un cucchiaio di Rum

-1 cucchiaino di lievito per dolci

– 1/4 cucchiaino sale integrale fino

In un mixer tritare grossolanamente i fiocchi di cereali con le nocciole, l’uvetta, le bacche di goji e i mirtilli secchi. In una ciotola amalgamare tutti gli ingredienti tra loro senza lavorarli troppo. Se l’impasto resta troppo morbido, aggiungere della farina di soia. Se l’impasto resta eccessivamente duro, aggiungere del succo di mela.

Una volta impastato e amalgamato bene tutti gli ingredienti, far riposare l’impasto per circa 15 minuti in frigorifero. Trascorso questo tempo formare con le mani delle palline da schiacciare alte 1/2 cm sulla teglia rivestita con carta forno.

Infornare a 170°C per circa 20 minuti rigirando i biscotti a metà cottura.

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Deliziosi, energetici e salutari! La frutta e le nocciole insieme all’avena e all’aspetto rustico li rendono davvero molto simili ai Grancereale, anche se dopo aver assaggiato questi devo ammettere che la concorrenza a quelli della nota multinazionale è ufficialmente dichiarata!

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In questa ricetta ho utilizzato come dolcificante la Mela, sia in succo che sottoforma di purea.

Lo zucchero non è solo un elemento della cucina molto utilizzato, ma è un comfort food presente praticamente dappertutto, di cui difficilmente si vorrebbe fare a meno.
Tuttavia sarebbe proprio il caso di farlo, perché ormai è accertato: lo zucchero bianco fa male, e non è solo più un’idea appannaggio della “medicina alternativa”.

Il saccarosio infatti ha numerosissimi punti negativi:

  • È un alimento estremamente raffinato (con procedimenti su cui vi invito ad informarvi) e dunque, a fronte di un importante apporto calorico e sforzo per essere assimilato, non fornisce in contraccambio vitamine e minerali (le cosiddette “calorie vuote”).
  • Acidifica fortemente il sangue, costringendo il corpo ad attingere alle sue risorse di minerali per tamponare il ph, causando carie ed anche contribuendo all’osteoporosi.
  • Innalza vertiginosamente la glicemia dopo l’assunzione, provocando subito a seguire un crollo, con effetti anche sul sistema nervoso.
  • Provoca alterazioni della flora batterica intestinale, con conseguenti coliti e meteorismo.
  • Favorisce lo sviluppo delle candidosi (la Candida Albicans si nutre di zucchero).
  • Provoca dipendenza, soprattutto se fin da piccoli veniamo abituati a sapori estremamente dolci e artificiali, rendendo difficile non solo cessare l’assunzione, ma anche diminuirne le dosi.
  • Può, ad alte dosi, provocare danni al fegato.

L’ideale in assoluto sarebbe eliminare del tutto dall’alimentazione questi prodotti, che non sono necessari a nessun processo fisiologico. Un primo obiettivo può essere quello di ridurre e di imparare a cucinare in casa facendone a meno, abituandosi poco a poco a sapori meno sofisticati, più semplici e non dolciastri. Utile allora potrebbe essere sperimentare la pasticceria dolcificando con la frutta.

Mele, pere, banane … opportunamente frullate o grattugiate possono rivelarsi il migliore dei dolcificanti, e sostituire in parte o addirittura completamente altri zuccheri. In più regalano consistenze particolari, che una volta che si imparano a gestire, risultano davvero interessanti.

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Io qui ho usato la Mousse di Mela 100% frutta AD Chini che ho trovato davvero ottima sia per consistenza che per dolcezza, aggiunta a un buon succo di mela Bio lascia i biscotti della giusta consistenza. La mousse di frutta è una vellutata naturale al 100%, composta solo da pura frutta altamente selezionata, privata completamente di scorze e semi.
Una bontà tutta naturale: pensate che vendono utilizzate solo mele Golden Delicious senza conservanti né coloranti, senza zuccheri aggiunti e con un basso contenuto calorico.
Inoltre, grazie a processi produttivi all’avanguardia, mantiene inalterate le preziose virtù della frutta fresca: vitamine, fibre alimentari e sali minerali. Comoda se non si vuole rinunciare a una buona purea di frutta di qualità, soprattutto quando il tempo scarseggia e la voglia di sporcare il frullatore non c’è.

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Con questa ricetta vi auguro una golosa settimana, spero meno frenetica della mia!

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