Trecce profumate

Adoro il profumo del pane appena sfornato, mi fa venire voglia di aprire la pagnotta in due e affondare con le mie guanciotte in quel morbido, intenso e umido interno “mollicoso”.
Io purtroppo non ho mai pane in casa, un pò perchè una pagnotta intera mi durerebbe una settimana, diventando dura già il giorno dopo averla acquistata, un pò perchè mangiando prevalentemente cereali come quinoa, bulgur, miglio…di solito non ne ho bisogno, ma non per questo non mi manca.
Quando si fanne le cene in famiglia e tra amici, non manca mai il pane fresco e allora lì è “amore ritrovato”.
Io vivo a crackers (negli spuntini) e pan bauletto (già, mi vergogno…ma all’evenienza! E rigorosamente integrale!).
Ci son giorni però che la voglia di addentare una calda pagnotta appena sfornata mi spinge a mettere le “mani in pasta”. Aggiungi agli avanza di una purea di zucca fresca e ottieni le Trecce speziate.

Ingredienti (per 6 belle trecce):
– 500 gr di farina di Kamut
– 200 gr di purea di zucca (mettetela sul fuoco e fatela ben rassodare in modo da farle perdere più acqua possibile)
– 1 bustina di lievito secco
– 1 cucchiaino di malto d’orzo
– 1 cucchiaino di sale integrale
– 3 cucchiai di olio evo
– 1/2 bicchiere di latte di soia
– spezie varie (io ho usato zenzero, pepe, noce moscata e coriandolo)

20130120-110724.jpgRiattivare per prima cosa il lievito nel latte tiepido con il malto.
In una ciotola spargere la farina settacciata a fontana e mettere dentro gli altri ingredienti. Amalgamare bene il tutto rendendo l’impasto omogeneo ed elastico (usate questo momento come ottimo antistress…di questo periodo io ne sento proprio il bisogno!). Mettere a lievitare per circa 3 ore. Formare ora le trecce, o se preferite delle semplici pagnottelle. Mettere di nuovo a lievitare per un oretta (si intende in ambiente caldo, il forno con la luce accesa è perfetto!).
Scaldare il forno a 180ºC e infornare per 30 minuti circa.
Un buonissimo profumo speziato e finalmente posso riaffondarmi in quella morbida mollica arancione! 🙂

20130120-110731.jpgLe prime evidenze storiche che testimoniano le prime forme di produzione del pane non lievitato risalgono a circa 10000 anni fa. Tuttavia fu in Mesopotamia, nel 7000 A.C. circa, che l’uomo iniziò ad utilizzare delle pietre con lo scopo di macinare il Frumento e ricavare la farina, che veniva successivamente impastata con acqua e cotta sul fuoco.
Fu in Egitto, nel 2600 A.C. circa, che si fece la più grande scoperta per la produzione del pane: il lievito e quindi, la lievitazione.
Gli antichi Egizi furono probabilmente i primi a considerare la panificazione come un’arte, il consumo di pane di questo popolo era consistente, in prevalenza da parte delle classi meno abbienti e, non a caso, i Greci erano soliti chiamare gli Egizi come “artophagoi” cioè “mangiatori di pane”.
Oggi il pane viene cucinato in mille modi diversi e con altrettante farine, basti pensare che solo in Italia si riconoscono 250 tipo diversi di pane tradizionale, da quello pugliese a quello di segale tipico della Valle d’Aosta,

20130120-110738.jpgVi rompo le scatole ancora un pò…lo sapevate perché mettere il pane capovolto a tavola è oggi considerato, soprattutto dai più anziani, un atto di maleducazione, quasi un gesto che può “portare male”?
Per capirne il significato dobbiamo risalire all’inizio del XV secolo. In quel tempo il re di Francia, Carlo VII, aveva sancito una tassa in natura a favore del boia. Il pane destinato dai panettieri a questo non simpatico personaggio veniva posto sul bancone rovesciato, in modo che fosse ben evidente la destinazione.

Visto che questa ricetta amalgama bene i colori e i sapori della terra ho deciso di partecipare al contest di Terra e Farina 😀

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7 responses to “Trecce profumate

  1. No, da te il panbauletto non me l’aspettavo e mi chiedo come fai a vivere senza pane, soprattutto dopo aver visto queste treccine!
    Finalmente hai svelato il motivo per cui il pane messo a tavola rovesciato porti sfortuna: me lo sono chiesto molte volte e sono sempre stata attenta a non fare questa cosa!

  2. Che bella ricetta!!! La inserisco subito nel contest!
    Mi piacciono i colori ma soprattutto l’idea di riutilizzare gli avanzi della vellutata per creare del pane!
    Grazie! A presto!
    valeria

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