Thiakry (ciakrì o che-kree)

Oggi, a fine pranzo, avevo voglia di mangiare qualcosa di “dolcettoso” ma, come la maggior parte delle volte, in casa non avevo nulla di rapido e gustoso.
La solita arancia piena di vitamina C?…naaa!
La quotidiana mela per “togliere il medico di torno”?…sarà dura, ma non mi andava nemmeno quella.
Apro la dispensa e vedo un barattolo con dentro un cereale comprato poco tempo fa in un emporio alimentare del centro (adoro girare per piccoli empori etnici a fare incetta di cereali, farine e cibi tipici delle altre culture): il Thiakry (si pronuncia cha-kree).

20130116-164454.jpgQuesto cereale, tipico del Senegal, ricorda un pò un couscous, a grano scuro e dall’aroma mielato. Tipicamente si ottiene dalla lavorazione del miglio e l’omino dell’emporio da cui l’ho comprato (simpaticissimo!!) mi ha detto che i senegalesi lo mangiano al posto della cena, accompagnato da yogurt e frutta secca, e per questo hanno tutti la pancia piatta! Ahahahahaha 😀
Insomma, mi ha convinto a comprarlo per provarlo e ammetto che all’inizio non è stato facile capire come andava cucinato, tanto che per un pò ho smesso di prepararmelo.
Ma oggi, rivedendolo, mi è tornata la voglia di riassaporare quel gusto ambrato e dolce che contraddistingue questo cereale e FINALMENTE ho capito come fare per ottenere un risultato perfetto!!

Ingredienti (per un piccolo dessert fine-pasto):
– 25 gr di thiakry
– 100 gr di yogurt magro bianco (ma potete scegliere lo yogurt che preferite)
– una punta di cucchiaino di essenza di vaniglia naturale
– una manciata di frutta secca mista (io oggi ho usato uva passa e scaglie di cocco)
– un filo di sciroppo di Agave biologico (dolcificante naturale che potete sostituire con dello zucchero di canna grezzo o dello zucchero semolato all’evenienza)

Mettere il thiakry in una pentola con fondo antiaderente e aggiungere pochissima acqua, giusto giusto per bagnare il thiakry. Quindi accendere il fornello, l’acqua sarà assorbita velocemente mentre noi mescoliamo con un mestolo di legno il thiakry per non farlo attaccare.
Il thiakry sarà pronto quando risulterà bello asciutto, quasi croccante ma non duro o abbrustolito. Deve rimanere come un cous cous per nulla umido e non deve spappolarsi.
Sembra difficilissimo in realtà poi quando si è lì il piatto vien da sè: è più lungo a dirsi che a farsi! 😀
In un bicchiere di vetro mettere frutta secca e yogurt, quindi aggiungere il thiakry ormai tiepido, meglio sarebbe aspettare che sia freddo (se no fa vapore nel bicchiere come é successo a me XD) e guarnire con sciroppo d’Agave a filo.
Il dessert è servito!

20130116-164500.jpgIn effetti questa più che essere una ricetta vuole essere uno spunto a interessarsi anche delle culture straniere che ormai fanno parte della nostra realtà, entrare in contatto con i loro sapori e le loro origini.
Il gusto di questo cereale è così caratteristico che solo assaggiandolo potrete sentirvi per un secondo in un piccolo angolo di Senegal!

20130116-164504.jpgVi lascio citando un brano tratto da un libro sulla cultura Senegalese, scritto da un ragazzo senegalese che ha vissuto tra Senegal, Francia e Italia, in cui racconta le abitudini alimentari tipiche della sua tradizione:

[…] “Nel continente africano possono essere individuate alcune aree etnogastronomiche con caratteristiche comuni: l’Africa occidentale, quella orientale, la centrale, il Sudafrica e le isole dell’Oceano indiano.
Il Senegal è il Paese più ad occidente dell’intero continente e possiede in natura le sue ricchezze: pesce, terreni fertili per la coltivazione, ampi campi per il pascolo.
La deliziosa cucina locale si è arricchita nel corso dei secoli dall’incontro con le tradizioni culinarie francesi e libanesi.
Alimenti di base sono il riso, il miglio sotto forma di farina o di grani (cous cous senegalese o thiakry), l’igname, la manioca e il platano.
La maggiore varietà della cucina dell’Africa occidentale è data dalle salse e dai condimenti, insaporiti e resi piccanti dai peperoncini jaxatu e dai dadi per il brodo.
La scelta della frutta dipende dalla stagione e la qualità migliora man mano che ci si avvicina alle zone costiere.
Si possono trovare arance, mandarini e pompelmi con la buccia verde, manghi di diverse varietà, banane dai tanti colori e dimensioni, papaia, ananas, guaiava e frutti della passione.

Tradizionalmente si mangia per terra su un tappeto; è considerata buona abitudine togliersi le scarpe prima di sedersi e fare attenzione a non mostrare le piante dei piedi ai propri commensali.

Le pietanze di norma vengono servite in uno o due piatti e si mangiano con le mani dopo che il padrone di casa avrà pronunciato il rituale Bismilahi, il ringraziamento a dio.
Chi è alle prime armi prenderà piccole porzioni di cibo con le dita, mentre gli esperti prelevano una quantità di riso sufficiente a formare una pallina da insaporire col condimento.
Per mangiare con le mani ci vuole un pò di pratica, ma può essere divertente e diventa subito un comportamento naturale; se lo preferite, potete anche usare un cucchiaio, l’importante è mangiare sempre con la mano destra, poiché la sinistra serve per la pulizia del corpo.
Tutti si lavano le mani prima e dopo i pasti ed è buona educazione smettere di mangiare prima che il cibo finisca, per dimostrare che ce n’é a sufficienza.” […]

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