Una folata d’Oriente – cucina giapponese dall’antipasto al dessert!

どうぞお召し上がりください – doozo omeshi agari kudasai!!
Che mi prende? Sono forse impazzita?
No, si tratta della traduzione giapponese del nostro “buon appetito”.

Dopo l’esperienza indiana, estremamente saporita e colorata, oggi esploriamo i sapori del Giappone, delicati e decisamente…particolari!
Diciamo che dopo queste feste cariche di tradizionalismi culinari ne avevo proprio bisogno!

Per una serata ho giocato a fare la cuochetta giapponese e Elisa, Francesco e Vlad sono stati molto gentili a prestarsi all’assaggio, soprattutto del dolce, decisamente impegnativo.

Livello1 – Sushi
Il Sushi ormai é di casa, l’avrò fatto almeno una decina di volte, addirittura per i miei genitori, e tralascio l’espressione che mio padre mi ha fatto quando mi ha visto prepararli dicendo “sa l’é che ti fé?”.
Questa volta però, oltre ai classici maki, ho voluto improvvisarmi esperta sushi-maker e cimentarmi nei meno-difficili-di-quanto-sembrano sakamaki, ossia dei maki al rovescio!

20130107-003056.jpgNaturalmente quando ci si avvicina al sushi per la prima volta, la difficoltà più grande da superare è il timore di quello che potrà essere il risultato finale. Ma non c’è motivo di preoccuparsi: con una buona dose di ottimismo, un pizzico di pregiudizi in meno e qualche suggerimento, vi sembrerà un gioco da ragazzi.
Prova assaggio…SUPERATA!!

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Livello 2 – Riso alla Cantonese
Lo so, il Riso alla Cantonese sembra un’eresia, tipico piatto cinese, in realtà è entrato a far parte anche della cucina giapponese dove prende il nome di “chahan”, ovvero “riso saltato”.

20130108-144114.jpgIl riso viene cotto alla maniera giapponese (in maniera moooolto semplificata si può spiegare così: si mette sul fuoco 1 parte di riso e 2 parti di acqua e si fa bollire il tutto senza mai girare, fino a che l’acqua non sarà completamente assorbita e il riso cotto) e fatto salatare in padella o wok con carote, piselli, cipollotti, uova e prosciutto. Viene mantecato con un filo d’olio e abbondante salsa di soia, e servito fumante.
Prova assaggio…SUPERATA!

Livello 3 – Salmone al sesamo
Il Salmone è sicuramente un pesce molto apprezzato non solo per il gusto, ma anche per le innumerevoli qualità che lo contraddistinguono.
Per il notevole contenuto di proteine (16-23%), il salmone costituisce un secondo piatto perfetto ed equilibrato, da consumare al posto della carne rossa. Le calorie si equivalgono, ma il salmone vince nettamente per l’eccellente qualità dei suoi grassi polinsaturi che insieme agli omega 3, di cui il salmone é ricco, contribuiscono ad abbassare il livello del colesterolo totale, ma ad alzare i livelli del colesterolo cosiddetto “buono” per la sua azione protettiva sul sistema cardiovascolare.
Inoltre, tra gli effetti più sorprendenti degli omega 3, c’è il loro potenziale ruolo antidepressivo. Quindi, nel tentativo di sollevare un pò di più gli umori prima del dolce, ho reinventato il Salmone alla maniera più giapponese che giapponese non si può.

20130108-144128.jpgHo marinato il salmone, dopo averlo pulito e privato della pelle, nella salsa di soia per un’ora. Intanto ho preparato una mix di pepe, zenzero fresco grattuggiato e sesamo che ho usato per impanare il salmone prima di disporlo sulla pirofila unta con un filo d’olio.
Ho spolverato con del pan grattato e ho messo in forno a 180ºC per circa 20 minuti.
Prova assaggio…DECISAMENTE SUPERATA.

Livello 4 – Budino di sesamo con Anko
Trovare un dolce giapponese “commestibile” (per i miei gusti) non é un’impresa facile, soprattutto se si è abituati a individuare con il dolce qualcosa di libidinoso, calorico, burroso per cui vale davvero fare uno strappo alla dieta. Nella cucina Giapponese no, nessuno strappo alla dieta sembra consentito. Così ho cercato di trovare un dolcino che mi sembrasse il più vicino possibile alla nostra concezione di dessert: il budino… ma al sesamo!

20130108-144146.jpgIngredienti (per 6 stampini da budino):
– 2 cucchiai di purea di sesamo (chiamata anche tahini, tahina, téhina, tahiné o tahineh…la potete acquistare già fatta o preparare emulsionando 100 gr di sesamo leggermente tostato con 50 gr di olio di semi di girasole.)
– 250 ml di latte di soia
– 250 ml di latte di riso
– 2 gr di agar agar (sono circa mezzo cucchiaino da caffè) in alternativa si possono usare 2 fogli di colla di pesce.
– 80 gr di zucchero
– 1 cucchiaio di kuzu (in alternativa amido di mais)
– 1 cucchiaio di acqua

Sciogliere il kuzu in una ciotolina con un cucchiaio di acqua. Mettere l’agar-agar a mollo in acqua tiepida per circa 30 minuti. Strizzarla, mescolarla in una pentola con il kuzu già sciolto e gli altri ingredienti e far cuocere a fuoco basso, mescolando di continuo con un cucchiaio di legno. Spegnere la fiamma, far raffreddare leggermente e versare neglie stampini singoli.
Lasciare raffreddare.
Mi raccomando di tenere sul fuoco fino a quando tutta l’agar agar sarà sciolta, altrimenti nel budino ci saranno dei grumi gelatinosi, non proprio piacevoli!

Per dare il colpo di grazia, ho deciso di accompagnare il budino l’Anko.
L’Anko è una particolarissima marmellata preparata con un tipo di fagioli di soia rossi, gli azuki. Questi legumi presentano un sapore dolciastro che si presta alla preparazione di marmellate e altri dolci, così dicono loro, e in effetti non hanno tutti i torti!

Ingredienti (per un piccolo vasetto):
– 100 gr di fagioli adzuki secchi (ammollati per una notte)
– 80 gr di zucchero di canna

Mettere i fagioli in una pentola, coprirli con acqua fredda e portare a ebollizione.
Farli bollire per cinque minuti a fuoco basso e scolarli, buttando l’acqua.
Ripetere una seconda volta.
Coprire per la terza volta i fagioli di acqua fredda, mettere il coperchio alla pentola e far bollire per un’oretta circa (se avete una pentola a pressione sarà tutto più facile).
Scolare i fagioli lasciandoli un po’ umidi, aggiungere lo zucchero e frullare bene con un minipimer, quindi, e trasferire il composto in una pentola.
Fare addendare sul fuoco mescolando spesso e, raggiunta la densità deisderata, mettere in barattolo precedentemente sterilizzato.
Si conserva in frigorifero, come una normale marmellata (cioè per un bel po’…).

Devo dire che l’accostamento budino-marmellata alla fine è andato oltre le mie aspettative e, nonostante Francesco non sia rimasto troppo convinto dal budino, sembra aver superato anche lui la difficilissima prova assaggio!

MISSIONE COMPIUTA!
Cena Giapponese: COMPLETATA!

Approfitto di questo post per parlare di una novità, o meglio, una nuova proposta, che il nuovo anno mi ha portato insieme ai buoni propositi.
Da oggi insieme a me scriveranno su questo blog due persone di cui stimo molto l’abilità culinaria: Francesco (esotico sperimentatore) e Elisa (libidinosa pasticcera).
Nonostante ognuno di noi cucini piatti diversissimi, esprime la propria esperienza e il proprio carattere in ogni ricetta che prepara e condivide con gli altri gli stessi punti di vista.
Insieme credo che questo piccolo angolo di cucina potrà diventare più completo di ricette, di curiosità, di informazioni, di esperienze e di punti di vista!
Non mi dilungo molto e lascio che siano loro, scrivendo e cucinando, a farsi conoscere.

こんにちは – konnichiwa!
(Dedicato alla mia piccola Fekolina)

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4 responses to “Una folata d’Oriente – cucina giapponese dall’antipasto al dessert!

  1. Una delle ricette più interessanti ed intriganti finora proposte, il saper spaziare in varie cucine con la stessa abilità denota una grande passione e professionalità. Un continuo e costante miglioramento in tutte le fasi.

  2. Intanto ringrazio Irene per la presentazione e per la cena, che era parecchio buona (però il budino era davvero impegnativo!).
    Visto che Irene ha aperto le danze, vedremo di cucinare qualcosa entro breve… magari una ricetta inglese. Sempre se trovo l’agnello…

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